Cessione del quinto per dipendenti pubblici e modalità di accesso: a chi rivolgersi, requisiti, caratteristiche dei finanziamenti

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Se vuoi conoscere le modalità di accesso della cessione del quinto per dipendenti pubblici, sei nel posto giusto. In questa guida ti spiegheremo ogni cosa su come riuscire ad ottenere un prestito con questa modalità.

Cessione del quinto per dipendenti pubblici: cos’è

La cessione del quinto per dipendenti pubblici è una soluzione di prestito molto ottimale che consente di ricevere un finanziamento in modo semplice e veloce. Consiste nella trattenuta di massimo un quinto dal netto del proprio stipendio come rimborso delle varie rate. Infatti ogni mensilità non dovrà essere rimborsata direttamente dal beneficiario, bensì verrà trattenuta direttamente dal datore di lavoro sulla propria busta paga.

In questo modo non ci sarà il rischio di dimenticare di pagare una rata o di pagarla fuori dalla scadenza. Sarà l’azienda per cui il beneficiario lavora che avvierà tutte le trattative con la banca e rimborserà l’ammontare preciso della rata nei tempi previsti per il rimborso.

La cessione del quinto si basa perciò sulle disponibilità mensili del richiedente. Questo significa che se un soggetto non dispone del reddito mensile necessario per poter sostenere la cessione del quinto dallo stipendio, non potrà accedere al prestito. Infatti per le modalità di accesso alla cessione del quinto, i dipendenti pubblici dovranno dimostrare di avere uno stipendio mensile in grado di sostenere la trattenuta dell’ 1/5.

La banca, prima di accettare il finanziamento, valuterà anche che il prelievo della rata di rimborso non faccia restare l’ipotetico beneficiario sotto la soglia minima di sopravvivenza. Lo stipendio non dovrà quindi essere troppo basso, come anche la pensione per i richiedenti pensionati.

L’importanza della rata nella cessione del quinto: modalità di accesso per dipendenti pubblici

La rata, come avrete potuto notare nel paragrafo precedente, rappresenta un fattore fondamentale da cui partire. Infatti le banche, nella cessione del quinto, calcolano dapprima l’importo della rata e quindi la disponibilità economica del richiedente, e poi si stabilisce l’importo del prestito.

Il richiedente non potrà mai restare sotto la soglia minima di sopravvivenza secondo una legge statale. Si tratta di un importo di circa 500 euro che rappresenta spesso la cifra delle pensioni minime. Ma per capire al meglio questi calcoli bisogna vedere alcuni esempi pratici che ci faranno conoscere le modalità di accesso alla cessione del quinto per dipendenti pubblici.

Se un richiedente prende un salario mensile pari a 1500 euro, la sua rata, calcolata ad un quinto dallo stipendio, sarà di 300 euro con un TAN del 5%.

Perciò per un prestito di 21.050 euro dovrà pagare delle rate da 300 euro per 120 mensilità per un totale di 10 anni. Invece, per un finanziamento pari a 13.200 euro, dovrà pagare 60 mensilità per un totale di 5 anni.

Modalità di accesso alla cessione del quinto: requisiti

Ci sono ovviamente dei requisiti che bisogna rispettare per le modalità di accesso alla cessione del quinto. Innanzitutto il beneficiario del finanziamento potrà essere una persona con un reddito stabile e dimostrabile, come quello dei dipendenti pubblici o i pensionati.

Ma più nel dettaglio, potranno accedere al prestito con cessione del quinto i dipendenti pubblici o statali, i dipendenti privati e i pensionati. Nel caso dei lavoratori a tempo indeterminato per le amministrazioni pubbliche, statali o privare, la durata del prestito con la cessione non dovrà andare oltre il termine del rapporto di impiego e quindi non potrà andare oltre il pensionamento. La cessione del quinto nei privati inoltre non sempre viene data poiché a volte non vi è un TFR, da dover invece presentare per la domanda di prestito.

Anche l’azienda dove lavora l‘ipotetico beneficiario dovrà rispettare dei criteri di ammissibilità. Questa dovrà infatti essere formata da un determinato numero di dipendenti, da un capitale sociale superiore ed anche da un minimo stabilito. Tutti questi dettagli verranno controllati dalla banca al momento della richiesta.

Ma il grande vantaggio della cessione del quinto per dipendenti pubblici è che possono rientrarvi anche i cattivi pagatori. Si tratta della categoria di persone bollate per essere stati inadempienti di fronte al pagamento di qualche rata e quindi sono stati iscritti nella Centrale di Rischi, un database. La banca, per approvare la cessione del quinto, non valuterà il merito creditizio dal momento che questa modalità di prestito tramite trattenute rappresenta già di per sé una garanzia.

Convenzioni con cessione del quinto per dipendenti pubblici: modalità di accesso

Tra le modalità di accesso alla cessione del quinto per dipendenti pubblici bisognerà valutare anche le convenzioni possibili con alcuni istituti. Ad esempio ci sono molte convenzioni e vantaggi con l‘INPS o il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze). Le banche che aderiscono potranno disporre di processi molto più rapidi e semplificati per i dipendenti di questi due enti che hanno scelto un prestito con cessione del quinto.

Le convenzioni prevedono dei costi molto ridotti per i procedimenti di istruttoria e anche i costi di gestione sono inferiori. Tuttavia, tra le modalità di accesso a queste convenzioni, i dipendenti dovranno rispettare alcune regole. Vengono ad esempio stabiliti dei limiti ai costi praticabili e anche dei tassi di interesse inferiori.

La durata massima di queste convenzioni sarà di 120 mensilità, quindi 10 anni, mentre la durata minima è attestata a 24 mesi. Inoltre queste convenzioni non potranno eccedere il rapporto di lavoro, fatta eccezione per i lavoratori ministeriali che possono estinguere il prestito anche al momento della pensione.

Importo massimo di finanziamento e costi

La cessione del quinto per dipendenti pubblici può accettare prestiti anche molto alti, di solito per somme che vanno dai 15 mila euro ai 20 mila euro. Di solito le cifre massime possono variare in base agli anni di anzianità lavorativa, al trattamento di fine rapporto e all’importo del proprio stipendio o della pensione.

Più lo stipendio del richiedente o la pensione saranno alti e più si potranno chiedere prestiti elevati da erogare. I lavoratori privati potranno chiedere un importo in base al TFR accantonato. Ma spesso l’importo dipende anche dall’azienda stesso.

Sono molti i costi e le spese aggiuntive da prendere in considerazione nella cessione del quinto. Prima di tutto bisogna valutare i costi di istruttoria. Si tratta di spese sempre fisse  e includono le spese di raccolta e analisi della documentazione. Ma anche la valutazione del merito creditizio, i costi di notifica ecc. Poi bisogna prendere in esame i costi delle commissioni, dell‘imposta da bollo che va applicata sui contratti, di solito pari a 14,62 euro. 

E poi ci sono i premi assicurativi che vanno pagati alle compagnie di assicurazione per avere ulteriori coperture sul rischio vita e di impiego. Infine ci sono le spese aggiuntive per altri servizi diversi da ogni tipo di banca che fa credito.

A chi rivolgersi per la cessione del quinto

Il settore della cessione del quinto è cambiato molto negli ultimi anni, soprattutto quando sono aumentati i controlli. In linea generale per la cessione del quinto bisogna rivolgersi alle banche e agli intermediari finanziari iscritti nell’elenco della Banca d’Italia. C’è stata però una drastica riduzione degli attori della cessione del quinto per l’aumentare di illeciti. Gli intermediari finanziari non bancari sono quasi scomparsi come anche le forme di cessioni concesse al lavoratore da parte di piccole aziende.

I canali distributivi, ossia coloro che distribuiscono prodotti di credito, potranno essere le banche che fanno i finanziamenti. Ma anche gli intermediari finanziari che invece li erogano, e poi gli agenti in attività finanziaria e i mediatori creditizi.