Cessione del quinto dipendenti pubblici: tutte le informazioni da controllare sul contratto, a cosa fare attenzione

Indice dei contenuti

Se vuoi scoprire tutte le informazioni sulla cessione del quinto per dipendenti pubblici, sei nel posto giusto. In questa guida ti spiegheremo ogni dettaglio che dovrai valutare e controllare per capire se ogni cosa si trova al posto giusto.

Cessione del quinto per dipendenti pubblici: cos’è

La cessione del quinto è una soluzione di finanziamento molto vantaggiosa per varie tipologie di persone. Si tratta di una forma di prestito che prevede la trattenuta di massimo un quinto della pensione o dello stipendio mensile. Questa quota trattenuta rappresenterà la rata da rimborsare per coprire tutto il prestito erogato. La cessione del quinto consente quindi di prelevare parte del proprio salario mensile per il rimborso e avviene tutto in modalità automatica.

Questo significa che il beneficiario del prestito non si dovrà recare ogni mese presso uno sportello finanziario per inviare tutti i documenti per il rimborso. Ci sarà anche minor rischio di scordarsi di pagare e di incorrere in problemi con la finanziaria! Infatti per i lavoratori sarà proprio il datore di lavoro, o comunque l’azienda, a provvedere alla trattenuta e a inviarla correttamente e secondo le scadenze alla banca. Invece per quanto riguarda i pensionati sarà l‘istituto previdenziale ad effettuare il rimborso.

La cessione del quinto dunque può essere destinata sia ai dipendenti pubblici che privati, ossia i lavoratori statali e delle pubbliche amministrazioni, e anche ai pensionati. Il grande vantaggio di questa soluzione è proprio l’apertura a varie categorie di persone. Si tratta infatti di un prestito concesso anche ai cattivi pagatori. Ossia le categorie di persone che sono state bollate presso la Centrale dei Rischi poiché hanno uno storico creditizio non ottimale. Questo perché la banca nella cessione del quinto non valuta il merito creditizio dal momento che la garanzia è rappresentata dalla trattenuta automatizzata della rata.

Rata e calcoli nella cessione del quinto per dipendenti pubblici: tutte le informazioni

Dopo aver scoperto tutte le informazioni su cos’è la cessione del quinto per dipendenti pubblici, occorre specificare anche l’importanza della rata in questa forma di prestito. Infatti, proprio stando al fatto che il tutto si basa sulla disponibilità della rata mensile da poter pagare, il calcolo della rata rappresenta il primo fattore. Si valuta infatti prima la disponibilità economica mensile e poi si stabilisce l’importo del prestito.

Questo perché la banca deve assicurarsi che dopo aver trattenuto massimo un quinto dal proprio salario mensile, al richiedente resti una somma accettabile che non si trovi sotto la soglia minima di sopravvivenza. Infatti bisogna avere un reddito mensile non troppo basso per poter usufruire di una cessione del quinto.

Per capire al meglio tutte le informazioni sui calcoli della cessione del quinto per dipendenti pubblici sarà meglio fare qualche esempio pratico.

Se un beneficiario prende uno stipendio di 1500 euro, la sua rata trattenuta ad un quinto dal salario sarà massimo di 300 euro con un TAN pari al 5%. Se il richiedente chiede un prestito da 21.050 euro dovrà pagare quindi rate da 300 euro per 120 mensilità per un totale di 10 anni. Invece, se richiede 13.200 euro, dovrà pagare rate da 300 euro per 60 mesi e per un totale di 5 anni.

Chi effettua i pagamenti?

Come abbiamo già anticipato nei paragrafi precedenti, nella cessione del quinto sarà il datore di lavoro dei dipendenti pubblici ad effettuare ogni mese il pagamento delle rate. Infatti l’importo da rimborsare sarà trattenuto direttamente dal netto in busta paga, o dalla pensione qualora il prestito sia destinato ad un pensionato.

Il datore di lavoro perciò verserà le rate, secondo le scadenze, indirizzandolo alla banca o all’istituto che ha fatto il credito. Perciò se accadono problematiche tecniche, come la dimenticanza di una rata o la mancanza di un pagamento, sarà quasi sempre il datore di lavoro a doverne rispondere, a volte anche penalmente.

Cessione quinto dipendenti pubblici: tutte le informazioni da controllare

Quando si firma il contratto per la cessione del quinto per dipendenti pubblici, tra tutte le informazioni, ci sono degli elementi che bisogna controllare per non fare errori.

Il contratto dovrà contenere il tasso di interesse che verrà applicato sulle varie rate; i prezzi e tutte le condizioni, incluse le spese in caso di mora; l’importo preciso e il piano di ammortamento; le scadenze di ogni rata; e poi il tasso annuo effettivo globale (il TAEG) e gli importi esclusi da esso.

Non dovranno mancare neanche le varie ed eventuali garanzie richieste o le coperture assicurative. Ad esempio, molti pensionati con l’età avanzata dovranno sottoscrivere anche una polizza assicurativa di vita.

Il contratto andrà poi inoltrato al datore di lavoro del dipendente o all’istituto previdenziale se il richiedente è un pensionato. Bisogna scrivere anche una data precisa. Si potrà inviare con un ufficiale giudiziario come tramite, tramite la raccomandata giudiziaria, con la raccomandata con la ricevuta di ritorno o anche con posta elettronica certificata (pec), usata ancora da pochi lavoratori e accettata non da tutti.

Il contratto firmato e completato verrà poi inviato al Fondo Pensionistico qualora il lavoratore ne avesse uno per poter mettere a garanzia anche il Trattamento di Fine Rapporto. A favore della banca che fa credito bisognerà stipulare anche un‘assicurazione sulla vita e sulla perdita del lavoro. Questo servirà qualora il lavoratore venga licenziato.

Cosa succede se il lavoratore viene licenziato

Nella cessione del quinto i dipendenti pubblici che beneficiano del prestito sono collegati direttamente alla loro azienda e al datore di lavoro che trattiene ogni rata dal salario mensile. E la banca ha come garanzia proprio questo legame saldo e diretto con il posto di lavoro. Tuttavia potrebbe accadere anche che il beneficiario del prestito venga licenziato. Ma la banca si prepara a questo sollecitando il richiedente di sottoscrivere una polizza assicurativa sul rischio impiego.

In questo modo, qualora vi sia licenziamento, la banca avrà il rimborso direttamente attraverso il Trattamento di Fine Rapporto che il dipendente avrà maturato fino a quel momento per il fondo pensione.

Se il TFR non riesce a coprire l’intero importo erogare, allora sarà l’assicurazione che coprirà la parte restante del finanziamento. Ma questa potrà richiedere anche il pignoramento dei beni del beneficiario.