Cessione del quinto dipendenti pubblici: cosa succede se non vengono pagate una o più rate? Guida passo per passo, come muoversi

Indice dei contenuti

Se vuoi sapere cosa succede se ci sono rate non pagate nella cessione del quinto per dipendenti pubblici, sei nel posto giusto. In questa guida ti spiegheremo ogni soluzione e come fare a affrontare questo problema.

Introduzione: la cessione del quinto

La cessione del quinto per dipendenti pubblici è una soluzione finanziaria che consiste nell’avere un prestito che viene trattenuto direttamente dallo stipendio. Si tratta di un’opportunità davvero unica poiché ci consente di non doverci preoccupare per la restituzione mensile dell’importo dal momento che avviene tutto in automatico. Infatti le rate mensili verranno detratte dal salario mensile direttamente.

Ma in cosa consiste e perché ha questo nome? La rata del prestito tratterrà massimo un quinto dallo stipendio del richiedente. Questo significa che il tutto girerà proprio intorno all’importo della mensilità che non potrà mai andare oltre il valore stabilito. La cessione del quinto per dipendenti pubblici è una soluzione davvero comoda e facile.

Il datore di lavoro, o l’amministrazione, scegliere di concedere o meno nella quota cedibile anche la tredicesima o la quattordicesima. A differenza delle altre tipologie di prestito, nella sessione del quinto si fissa prima l’importo della rata e poi i possibili prestiti da erogare. Questo accade sempre perché bisogna accertare che, tolta la rata mensile del prestito, il beneficiario resti comunque con una somma accettabile disponibile nel suo salario.

Esempi pratici

Come abbiamo specificato quindi la fissazione e il conteggio della rata è il primo passo per stabilire l’importo da chiedere con la cessione del quinto per i dipendenti pubblici.

Se un richiedente prende uno stipendio mensile pari a 1500 euro la sua rata, quindi l’un quinto del suo salario mensile, sarà di 300 euro. In base alla quantità della rata si potrà anche stabilire con sguardo lungimirante l’intero piano di ammortamento e il tempo che occorrerà per estinguere l’intero prestito.

Se viene richiesto un finanziamento da 21.050 euro si avrà un piano con 120 mensilità per un totale di 10 anni. Se invece si chiede un finanziamento pari a 13.200 euro bisognerà pagare 60 mensilità da 300 euro per un totale di 5 anni.

A chi è rivolta la cessione del quinto

I destinatari della cessione del quinto sono i dipendenti pubblici o statali, i dipendenti privati o anche i pensionati. Il lavoratore dovrà avere un tipo di contratto a tempo indeterminato e la durata del prestito, in questi casi, non dovrà superare il termine del rapporto di lavoro e del pensionamento.

Anche l’azienda presso cui lavora il richiedente dovrà avere e rispettare alcuni criteri per essere ammessa al prestito. Ad esempio dovrà avere un certo numero di dipendenti, un certo capitale sociale superiore ed un minimo stabilito.

Tra coloro i quali possono accedere alla cessione del quinto per dipendenti pubblici ci sono anche i cattivi pagatori. Si tratta di quelle categorie di persone che sono state segnalate nella Centrale di Rischi perché non hanno pagato correttamente alcune rate e sono stati inadempienti con alcuni prestiti passati.

Questo perché le banche non controllano troppo il merito creditizio dal momento che il prestito è assicurato dal fatto che ogni mese ci sono delle trattenute dal salario ricevuto dall’azienda per cui si lavora. Perciò non c’è il rischio di scordarsi di pagare qualche rata! Ma a volte può accadere che alcune rate della cessione del quinto non siano pagate. Da chi dipende? Scopriamolo subito.

Cessione del quinto dipendenti pubblici: rate non pagate

La cessione del quinto per dipendenti pubblici è una tipologia di prestito automatizzato. Quindi il beneficiario del credito può sempre stare tranquillo sulle scadenze delle rate perché sarà direttamente l’azienda di lavoro che tratterrà l’importo del finanziamento dallo stipendio. Ma a volte può anche capitare che alcune rate della cessione del quinto per dipendenti pubblici non siano pagate. Come può succedere?

Quando ci arriva la segnalazione di un mancato pagamento potremmo allarmarci, ma spesso non dipende dal beneficiario. Infatti possono sopravvenire alcuni problemi tecnici e amministrativi che ci facciano ritardare i pagamenti.

Ce ne accorgiamo quando ci vediamo contestare alcune rate insolute da parte della banca o dell’istituto finanziario.

Perché le rate della cessione del quinto per dipendenti pubblici risultano non pagate

Quando si rinnova la cessione del quinto si estingue il finanziamento nuovo in corso e ne viene stipulato uno nuovo. L’importo netto che viene erogato è quindi indirizzato all’estinzione del restante. Ogni volte che viene fatto un nuovo conteggio bisogna richiedere un conteggio estintivo. Ma spesso accade in queste situazioni di avere delle somme, ossia delle rate, che a noi risultano già pagate ma invece ci segnalano che dobbiamo ancora rimborsare.

Di solito può accadere per problemi amministrativi. Ossia è l’azienda ad aver fatto male i conti e ad aver presentato in ritardo le trattenute alla banca. L’azienda che dovrebbe trattenere le rate dallo stipendio non esegue il versamento delle mensilità oppure vengono trattenute dalla busta paga ma non versate.

L’azienda inoltre potrebbe non aver registrato il conteggio in modo corretto nella contabilità. Oppure si tratta di un ritardo vero e proprio poiché l’azienda paga la rata oltre la data di scadenza alla banca.

Quindi quando in banca vengono elaborati i conteggi relativi all’estinzione della rata, le mensilità appariranno pagate in ritardo e quindi vengono segnalate nuovamente nel prossimo cedolino poiché insolute.

Che fare?

Prima di tutto il lavoratore dovrà comunicare al datore di lavoro l’accaduto. In realtà sarà la banca a sollecitare il datore a pagare le mensilità ritardatarie. Se si continua a non pagare, allora il lavoratore dovrà prendere in mano la situazione.

In realtà quando accade questa cosa non c’è da preoccuparsi. Infatti il beneficiario non diventerà automaticamente un cattivo pagatore se le rate della cessione del quinto non vengono pagate. Anche perché la colpa vera e propria sarebbe dell’azienda.

Questa situazione accade spesso ai dipendenti statali poiché le rate vengono inviate in ritardo alla banca. Tuttavia, anche se occorrerà inizialmente ripagare la doppia rata, ossia rimborsarla nuovamente anche se si è già pagata, l’importo in eccesso verrà rimborsato mano a mano che verranno rifatti i conteggi dalla banca.

Infatti l’unico onero per il dipendente pubblico che ha fatto la cessione del quinto e non ha le rate pagate, sarà quello di avere una rata maggiorata.

Cessione del quinto e rate non pagate: alternative del lavoratore

Il lavoratore che si vede di punto in bianco questa sorpresa sul conto potrà risolvere la questione in vari modi. Prima di tutto bisogna sapere che si tratta di un’affare tecnico che riguarderà solo la società finanziaria, ossia la banca, e l’azienda per cui si lavora. Quando il datore di lavoro avrà sistemato ogni ritardo o insolvenza si risolverà ogni cosa.

Infatti, se si tratta solo di un problema burocratico il rimborso delle rate avverrà mano a mano che le somme delle mensilità siano registrate di nuovo nella contabilità dell’azienda.

Tuttavia, se il lavoratore ha abbastanza pazienza, potrà accorciare i tempi inviando una richiesta di rimborso tramite raccomandata allegando tutti i vari pagamenti effettuati.

Le conseguenze quando ci sono delle rate non pagate della cessione del quinto possono quindi essere gravose. È opportuno quindi capire che l’azienda inadempiente può essere penalmente perseguibile. Anche se il beneficiario viene licenziato, l’azienda deve versare il Trattamento di Fine Rapporto a saldo dei debiti ancora presenti. Il lavoratore quindi dovrà sempre rispondere al debito e poi potrà rivolgersi all’azienda.