Cessione del quinto dipendenti pubblici con pignoramento: cosa sapere

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La guida completa alla cessione di un quinto per dipendenti pubblici con pignoramento

Se te lo stessi domandando, la cessione del quinto con pignoramento può essere effettuata, tuttavia vi sono una serie di paletti che vanno rispettati.

Infatti, in generale, anche se c’è una procedura di esecuzione in corso, può essere richiesto un prestito con cessione del quinto. Sostanzialmente si può durante la procedura di esecuzione la quale ha pignorato, a favore di un terzo, parte dello stipendio. In questo caso, due parti si accumulano ogni mese con lo stesso stipendio: una è riservata per pagare il credito insoluto, l’altra parte è utilizzata per rimborsare il prestito e la quinta parte viene assegnata e vincolata a quest’ultima. Questa è una condizione speciale, è importante definire un limite percentuale per garantire che la parte restante dello stipendio sia sufficiente a mantenere un tenore di vita dignitoso. Infatti, dalla normativa sulla cessione di un quinto si evince che in presenza di un pignoramento di terzi, la parte destinata e vincolata alla cessione di un quinto sia uguale alla differenza tra i due quinti dello stipendio netto e la parte soggetta a pignoramento.

Esempio pratico di pignoramento e cessione del quinto

Supponiamo che un lavoratore realizzi un profitto netto di 1.500 euro al mese. 2/5 dello stipendio percepito è pari a 600 euro. Laddove si immaginasse che il pignoramento sia derivato da un debito di lavoro e quindi non possa superare un quinto dello stipendio, il quale è pari a 300 euro. Pertanto, l’importo che i lavoratori potranno stanziare per rimborsare un quinto del prestito sarà la differenza tra 600 euro (due quinti) e 300 euro (pari a 1/5 dell’importo del pignoramento). Risultato: in questo caso il lavoratore può rinunciare fino a 300 euro. C’è anche il caso in cui il lavoratore ottenga liquidità dal prestito dovuto al quinto prestito, eliminando poi il credito che ha generato il pignoramento. In questo caso, non avremo più la cessione del quinto che coesiste con il pignoramento. Avremo solo la cessione del quinto attiva.

Limiti legali al pignoramento dello stipendio e della pensione

Inoltre il codice civile dispone dei limiti al pignoramento dello stipendio, infatti questo può arrivare fino ad un massimo di 1/5 per quanto riguarda i debiti derivanti dall’attività lavorativa. Differente invece è il limite al pignoramento della pensione. Questa infatti può essere pignorata con il limite di un quinto ma sottraendo la somma dell’ammontare dell’assegno sociale, che è pari a 459.83€ , al 50% di quest’ultimo, costituendo quindi un limite sottratto di 689.74€.

In conclusione, qualunque debba essere l’origine del pignoramento, per le pensioni, laddove quest’ultima sia inferiore alla cifra 689.74€, questa non sarà pignorabile per legge.

Cosa succede se si viene pignorati dopo aver richiesto la cessione di un quinto?

Quando i lavoratori impegnati nella cessione di un quinto non possono rimborsare i loro debiti precedenti, può portare a cosiddetti pignoramenti presso terzi. In questi casi il pignoramento avviene successivamente, ossia dopo che la richiesta di prestito è stata effettuata con la modalità della cessione di un quinto.

Solo se il salario rimanente può garantire il minimo necessario di vita necessario per mantenere un tenore di vita dignitoso, anche qui può coesistere la cessione di un quinto e il pignoramento. A livello normativo però come abbiamo già visto e analizzato, ci sono alcuni parametri che devono essere rispettati e la tutela dei richiedenti può essere garantita. In particolare, quando un lavoratore è tenuto a cancellare il suo stipendio mensile quando attua un piano di rimborso relativo alla distribuzione del salario, la parte salariale che può essere trattenuta rappresenta un quinto del salario totale, cioè il livello che deve raggiungere per il quale viene calcolata anche il quinto ceduto. Tuttavia si deve precisare come il pignoramento non deve mai essere oltre la differenza tra il 50% dello stipendio e il quinto ceduto.

Altro esempio pratico per comprendere meglio:

Tornando al lavoratore il cui stipendio era di 1.500 euro e ha ceduto un quinto di 300 euro per estinguere il debito. Qualsiasi pignoramento inciderà sull’intero stipendio, quindi l’importo del sequestro dovrebbe essere di 300 euro (1/5 di 1.500 euro). Ma controlliamo se tale importo soddisfi il limite massimo, cioè se non supera la differenza tra metà dello stipendio e le azioni vendute: metà dello stipendio è di 750 euro. La cessione di un quinto è di 300 euro (1/5 di 1.500); la differenza tra metà stipendio e quest’ultima sarà di 750-400 = 350 euro. Si ricorda infine che queste regole riguardanti la contemporanea esistenza della cessione di un quinto e il pignoramento prevedono una protezione anticipata a favore dei lavoratori.

Che cos’è il pignoramento a livello procedurale?

Il pignoramento è una delle fasi introduttive del processo esecutivo. Infatti laddove un debito dovesse risultare inadempiente, il creditore, munito di titolo esecutivo, il quale può essere un contratto oppure una sentenza di risarcimento di danno, richiede direttamente all’ufficio giudiziario, di pignorare il patrimonio del debitore, così da poter rivalersi su quest’ultimo per soddisfare il proprio interesse creditorio.

Nello specifico l’ufficiale giudiziario si reca presso l’abitazione o le proprietà del debitore ed effettua il pignoramento. Vi sono dei limiti derivanti dalla legge che dovranno essere rispettati, in primis il fatto che debbano essere preferiti beni fungibili, quali gioielli o somme di denaro, e in secondo luogo vi sono beni che non sono impignorabili, ossia quelli necessari al perseguimento di una vita dignitosa, quale ad esempio il letto, il tavolo su cui mangiare, la cucina e così via. Regola che vale anche per le entrate reddituali come abbiamo visto in precedenza.

Una volta pignorati i beni o le somme di denaro, queste verranno sottoposte all’asta giudiziaria, dalle cui somme percepite, verranno soddisfatti i creditori. Laddove vi fosse concorrenza tra creditori, vi saranno delle gerarchie da dover rispettare, ad esempio chi gode di ipoteca o pegno, avrà una prelazione a soddisfarsi su quei dati beni.

Consigli finali

Infine ci teniamo a dire che questo costituisce un tema molto delicato, il pignoramento e in generale il processo esecutivo, sono temi che non tutti i professionisti possono conoscere. E’ bene quindi affidarsi ad una avvocato, possibilmente specializzato in ambito civile e procedurale civile, in quanto egli avrà maggiore prontezza della situazione e saprà far valere i tuoi diritti.