A chi rivolgersi per una cessione del quinto per dipendenti pubblici: richiesta, dettagli, informazioni utili

Indice dei contenuti

La guida completa su chi rivolgersi per la cessione del quinto quando si è dipendenti pubblici.

Se ti stessi domanda a chi bisogna rivolgersi per richiedere la cessione di un quinto quando si è dipendenti pubblici, ti trovi nell’angolo del web che fa al caso tuo.

La cessione del quinto è un ottimo strumento con cui richiedere un prestito in quanto questo rappresenta una garanzia per il lavoratore, in quanto formalmente non è il diretto debitore, infatti sarà il datore di lavoro a corrispondere le rate al creditore, oltre al fatto che queste vengono trattenute direttamente dallo stipendio, con il limite per legge sancito del quinto, quindi non si rischia di incorrere in ritardi o inadempimenti, con le eventuali conseguenze piuttosto dispiacevoli.

A chi rivolgersi?

Basta compilare una domanda di prestito con cessione del quinto, per poi inviarla per via telematica all’ufficio INPS più vicino in grado di valutare il credito; oppure puoi rivolgerti ad una delle banche o finanziarie associate all’Inps, oppure inviare una domanda tramite il l’amministrazione statale e / o locale che ti assume regolarmente. In questa guida, cerchiamo di comprendere in dettaglio quale fonte di vigilanza supervisiona i contratti di finanziamento con stipendio, le operazioni di trasferimento, i destinatari dei servizi di credito, i requisiti, le garanzie richieste e le tipologie di prestiti che possono essere sottoscritti, le diverse condizioni economiche e gli obiettivi raggiungibili.

Così come ci si può rivolgere alle Poste Italiane o altre istituti di credito che erogano servizi finanziari di cessione del quinto destinati proprio ai dipendenti pubblici. In particolare le Poste stanno offrendo il cosiddetto Quinto BancoPosta per dipendenti pubblici e statali.

Come funziona

Questo viene chiamato formalmente chiamato “Cessione del Quinto dello Stipendio”, i dipendenti possono ottenere un prestito che non sarà rimborsato dal beneficiario ma dal datore di lavoro in rate fisse, e il datore di lavoro pagherà direttamente alla società finanziaria su base mensile. L’importo del pagamento fisso concordato fino alla cancellazione del debito. Il datore di lavoro pagherà questo rimborso direttamente alla società finanziaria (non eccedendo un quinto dello stipendio netto di pensione goduto al momento del trasferimento). Tuttavia, in primo luogo, è necessario notificare o accettare il contratto di trasferimento tra il datore di lavoro e il dipendente, in ossequio a quanto detto dal Codice Civile agli articoli 1264 e 1265. Nello schema generale è presente un lavoratore trasferito che, a differenza del prestito sottoscritto con il creditore, si impegna formalmente a destinare a quest’ultimo parte del suo stipendio. Quando il datore di lavoro viene notificato di tale atto di cessione del quinto, è formalmente obbligato a dover destinare un quinto dello stipendio del lavoratore all’ente creditore fino ovviamente al momento in cui viene estinto il debito.

Il TFR viene posto a garanzia della cessione

Si parla di prestiti garantiti, perché i dipendenti pubblici (statali e / o locali) possono sottoscrivere prestiti garantiti pagati solo quando percepiscono lo stipendio mensile e hanno accumulato e accantonato il TFR per fronteggiare i propri obblighi contrattuali. In pratica è necessario il rilascio del TFR come forma di garanzia secondo le regole tecniche del quinto piano di finanziamento assegnato, inoltre il prestito, secondo quanto detto dall’art. 1, comma 5, D.P.R. n. 180/1950, deve essere garantito da assicurazione sulla vita per far sì che il credito residuo possa essere recuperato alla morte del lavoratore, oppure deve essere fornita a garanzia il TFR nell’eventualità in cui il lavoratore dovesse perdere il lavoro prima che il debito si estingua.
In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro interrompe il pagamento alla società finanziaria a causa della perdita dell’identità del debitore nei confronti del lavoratore. Ed è anche per questo che viene prevista l’estensione della cessione del quinto ad altri crediti, in particolare laddove dovesse rinvenire in una nuova occupazione, il credito si sposta al nuovo datore di lavoro.

Quali requisiti bisogna rispettare

Ai sensi dell’articolo 2 del Regolamento Prestiti Inps Inddap, i destinatari dei servizi di credito erogati dagli enti previdenziali devono possedere i seguenti requisiti, quali:

  • Detenere un contratto di lavoro pubblico (a tempo indeterminato e / o determinato, la durata minima è di 36 mesi),
  • È iscritto alla gestione unificata del welfare sociale e / o creditizio,
  • Ha completato almeno quattro anni di servizi del settore pubblico,
  • Diventa titolare di stipendio o pensione continuativa.

Secondo quanto invece esplicato da Poste Italiane, dal sito ufficiale si evincono una serie di requisiti:

  • Essere dipendenti pubblici o statali, oppure appartenere alle forze armate o all’Arma dei Carabinieri.
  • Si può anche non avere un conto corrente.
  • Possibilità di Delegazione di Pagamento per i soli dipendenti statali (ossia doppia cessione del quinto, con cui ambire a dei finanziamenti più alti).

Inoltre il Quinto BancoPosta per dipendenti pubblici si può richiedere anche senza conto corrente e non vi sono spese aggiuntive.

Caratteristiche generali del prestito

I prestiti Inpdap con cessione del quinto rappresentano la prima categoria di prestiti non finalizzati perché il finanziatore non ha bisogno della motivazione e della finalità di erogare fondi finanziari. Questa tipologia di credito viene erogata a partire da 4.800 euro di capitale finanziario e viene utilizzata per l’emissione di TFR a garanzia degli obblighi mensili di controllo della retribuzione del dipendente / cedente. Per richiedere questa forma di prestito, è necessario presentare documenti di identità validi, documenti di prova del reddito e rilasciare i propri contatti personali per ricevere lettere sui risultati dell’indagine.

Per quanto riguarda la durata, è possibile estinguere questi finanziamenti entro 12, 24, 36 o 48 mesi, e subordinatamente alle seguenti condizioni economiche: il tasso di interesse nominale annuo è del 4,25% e la ritenuta alla fonte per le spese amministrative è dello 0,50%, in base alla percentuale indicata nella Misura di legge, relativa al contributo della riserva rischi, il regolamento è stato pubblicato in questa tabella.

Consigli finali e conclusioni

Infine, dobbiamo sempre fare alcune considerazioni specifiche, tra cui il fatto che richiedere un prestito è un impegno importante e inciderà notevolmente sulle finanze personali e familiari. Consigliamo quindi sempre di affidarsi ad un commercialista o avvocato che sappia fare i contratti e le valutazioni economiche necessarie per la reale convenienza di un unico prodotto finanziario. Gli avvocati potranno, infatti, leggere correttamente i termini e le condizioni del contratto, ei commercialisti potranno valutarne l’effettiva convenienza.