Cessione del quinto per dipendenti pubblici. Guida completa

Con il termine cessione del quinto, si intende una sorta di prestito che viene fatto in Italia, che si potrà poi estinguere, dunque rimborsare, tramite delle trattenute sul proprio stipendio o sulla propria pensione. Si chiama cessione del quinto perché può essere prelevato fino a un massimo di un quinto di quello che è lo stipendio al netto delle ritenute. Se fossimo dei lavoratori dipendenti, ma anche pensionati e, probabilmente, dovessimo necessitare di fare richiesta di un prestito non finalizzato e rimborsabile in rate mensili, potremmo optare per la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. In questo articolo spiegheremo cos’è:

  • la cessione del quinto,
  • come essa funziona,
  • che ruolo avrà il datore di lavoro,
  • quali altre sono le garanzie che dovranno essere richieste.

Vi diremo anche le varie differenze che ci sono tra il prestito personale e questa cessione del quinto, in modo che potremo chiarirvi le idee su quale finanziamento scegliere.

Caratteristiche della cessione del quinto

La cessione del quinto è un prestito molto semplice, così come allo stesso tempo è anche comodo. Esso prevede il rimborso, come anticipato, tramite addebito diretto su pensione o stipendio. Non dobbiamo fare niente, sarà il datore di lavoro che si dovrà occupare di ciò.

Storia della cessione del quinto

La cessione del quinto, perlopiù solo italiana, fu introdotta nel D.P.R. del 5 gennaio 1950 n. 180. Ciò fu fatto al fine di poter agevolare l’accesso a quello che era il credito da parte dei dipendenti statali dell’Italia al tempo del dopoguerra. Venne fatto per poter far stare tranquilli tutti i creditori, dandogli una garanzia ben solida, che equivale al salario dei dipendenti pubblici, consentendo poi ai consumatori di accedere a una forma di credito di importo alto. Oggi, grazie alle tante modifiche delle varie normative, tale forma è disponibile non solo per i dipendenti pubblici, ma anche per quelli privati e pensionati. Infatti, come abbiamo oramai capito, funziona così:

  • l’importo di tale rata non deve superare quello che è il valore di un quinto (1/5) del salario netto.

Chiaro che poi dipenderà dalla singola amministrazione o dal datore di lavoro, ciò che riguarda la possibilità di concedere oppure no la quota cedibile, quindi anche la tredicesima e la possibile quattordicesima.

La definizione della rata

A differenza di ciò che concerne i mutui e tutte le altre tipologie di finanziamento, quello che riguarda la cessione del quinto dello stipendio, si determina per prima cosa:

  • la rata,
  • poi i possibili importi erogabili, in base a quella che è la durata del prestito.

Perciò, nel caso ci fosse una persona che dovesse disporre di uno stipendio netto o di una pensione dell’INPS, che sarà pari almeno a 1500 euro, si potrà subito determinare la rata massima che riguarda tale cessione del quinto. In generale può arrivare, come detto, a 1/5 dello stipendio. Poi:

  • da tale rata mensile di rimborso si va a determinare quello che sarà l’importo netto erogabile in base a quella che è la durata del prestito.

Per cui, considerati tali parametri, per fare l’esempio e farvi comprendere sarà:

  • Stipendio netto al mese: 1.500 euro
  • Rata fissa: 300 euro
  • TAN: 5%

Come funziona la cessione del quinto?

La cessione del quinto, come anche il prestito personale, sono dei finanziamenti detti a tasso fisso, che hanno un rimborso con rate costanti, ma in tal forma di cessione del quinto, la differenza sta che il rimborso viene eseguito dal datore di lavoro, per cui l’importo viene trattenuto direttamente dal netto dello stipendio in busta paga o nella pensione. Per cui:

  • il datore di lavoro è colui che viene deputato a dover fare il versamento delle rate a favore dell’Istituto che avrà concesso ed erogato il prestito.

Si parla, quindi, della cessione del quinto in quanto tale importo della rata di rimborso non potrà di norma eccedere la quinta parte dello stipendio al netto. In alcune situazioni, allo scopo di poter andare ad aumentare la somma che viene erogata, è anche possibile arrivare alla rata massima che potrà essere:

  • pari ai due quinti dello stipendio.

Ma, per poter fare questo, diventa necessario dover sottoscrivere oltre che al semplice contratto di cessione del quinto, anche il contratto che riguarda la delega del pagamento, che impegna quindi l’altro quinto dello stipendio.

Che cosa è la delega di pagamento?

C’è anche un’altra tipologia di forma di credito, che è molto simile alla cessione del quinto, riprende anche tutte le regole, quindi:

  • tutte le procedure operative,
  • le trattenute sul salario.

Questa tipologia rientra però nella categoria dei prestiti personali:

  • stiamo parlando della delega di pagamento

Tale delega è sostanzialmente un prestito in cui il dipendente andrà a dare la delega all’amministrazione terza, quindi che è ceduta o al datore di lavoro di dover provvedere al pagamento di tale rata. La delega di pagamento, però, è solo disponibile per:

  • i dipendenti di amministrazioni pubbliche, che dovranno aver stipulato delle apposite convenzioni con le varie finanziarie che vanno ad erogare il credito,
  • tale delega consente di cedere anche quella che sarà l’ulteriore quinto dello stipendio, arrivando poi alla cessione del doppio quinto del salario.

Invece, per quanto riguarda l’ambito privato, dato che non è una forma di finanziamento regolata dallo specifico DPR, la fattibilità di tale operazione rimarrà a discrezione della stessa amministrazione di appartenenza del cedente. Per cui:

  • tale delega di pagamento consente di poter incrementare la quota risultante cedibile e che è trattenuta sulla busta paga fino ad un 40% del reddito al netto mensile.

Rispetto, quindi, alla cessione del quinto, il prestito con delega di pagamento potrà anche essere utile quando tale dipendente avrà già in corso un altro  prestito con il debito residuo molto elevato, oppure se dovesse necessitare di una somma di denaro molto elevata, che non potrà essere raggiungibile con la sola cessione del quinto. Quello che riguarda il processo dell’istruttoria della delega di pagamento è simile allo stesso della cessione del quinto:

  • sia per i requisiti che sono necessari,
  • ma anche per la documentazione richiesta,
  • così come per le tempistiche di erogazione che sono stimate in 10 – 15 giorni lavorativi.

I requisiti per accedere al finanziamento della cessione del quinto

La cessione del quinto è resa accessibile solo dai consumatori che abbiano almeno un reddito sicuro, per esempio quello da lavoro dipendente o da pensione. Se volessimo andare più in dettaglio, potranno accedere alla cessione del quinto:

  • dipendenti pubblici o statali;
  • dipendenti privati;
  • pensionati.

Quando si tratta di lavoratori dipendenti, tale contratto dovrà essere almeno a tempo indeterminato ed esiste quella che viene definita un’anzianità lavorativa minima, che andrà a variare in base alla compagnia assicurativa che fornirà la polizza e che in genere è di qualche mese. Inoltre, per quanto riguarda i lavoratori a tempo indeterminato di:

  • amministrazioni statali,
  • amministrazioni pubbliche e private,

è importante e necessario che tale durata della cessione non vada ad eccedere quello che è il termine del rapporto di lavoro, ma anche il pensionamento. Inoltre, va sottolineato che tale cessione del quinto ai privati viene poi concessa difficilmente se:

  • non si avrà già accantonato un TFR che non sia trascurabile.

Di norma anche quell’azienda, dove chi richiede il prestito, lavora, dovrà soddisfare tutti quelli che sono dei criteri di ammissibilità:

  • numero minimo di dipendenti,
  • capitale sociale superiore al minimo stabilito.

Tra tutti i destinatari di tale cessione del quinto ci sono anche:

  • tutti quei pensionati che hanno delle pensioni diverse da quelle che sono sociali per inabilità, come per esempio le pensioni di anzianità e di vecchiaia, ma anche quelle di invalidità e quelle di reversibilità. Dove poi l’assegno pensionistico sarà di importo superiore a quella che è la pensione minima, dove l’età al momento della scadenza del piano di ammortamento non dovrà superare i 90 anni.

La delega di pagamento, o quindi il doppio quinto, non sarà disponibile per tutti i pensionati ma solo per i vari dipendenti dove i datori di lavoro avallino la pratica. Invece, la cessione del quinto è un chiaro diritto del dipendente, la delega di pagamento è quella che viene concessa solo a discrezione del datore di lavoro. Infatti, molto spesso tale delega di pagamento viene solo concessa se è erogata da alcune finanziarie che abbiano stipulato delle convenzioni con le varie amministrazioni terze cedute.

I vantaggi della cessione del quinto

Sicuramente uno dei vari vantaggi di tale cessione del quinto è quello che riguarda il fatto che, dato che si tratta di una operazione di credito garantita, di lasciare all’Istituto finanziatore molta più flessibilità nel valutare le richieste. Una volta che verrà garantito il rispetto dei requisiti di ammissibilità, sia da parte del richiedente che dell’azienda per cui esso lavora tale probabilità di vedersi accettato il prestito è alta. Invece, tutte le garanzie rendono questa operazione sicura per chi finanzia, tanto che:

  • si potranno concedere dei finanziamenti anche a delle persone con una storia creditizia non eccezionale.

Un altro vantaggio è quello che riguarda il fatto che l’importo massimo di tale finanziamento è connesso sia alla propria retribuzione che all’anzianità lavorativa.

Le convenzioni per la cessione del quinto

Tutte le convenzioni rilevanti, sono quelle che vengono predisposte in ambito della cessione del quinto da parte dell’ INPS e dal MEF:

  • alle finanziarie che aderiranno, daranno processi semplificati ed automatizzati, riducendo dunque anche i costi operativi ed i costi che sono necessari per la gestione dei pagamenti di tali quote,
  • però, viene richiesto di rispettare almeno delle determinate regole che sono volte a tutelare i cedenti.

La durata minima che viene consentita è quella pari a 24 mesi, mentre la totale durata massima è quella pari a 10 anni, ma che comunque non dovrà mai eccedere il termine del rapporto di lavoro e anche il pensionamento, tranne che per quelli che sono i dipendenti ministeriali. Mentre, per quanto riguarda i pensionati la scadenza non potrà eccedere il 90° anno di età.

La normativa: gli elementi del contratto

La legge è quella che decide che un contratto di cessione del quinto dovrà contenere i seguenti elementi:

  • tasso di interesse praticato;
  • i prezzi e le condizioni praticate;
  • l’ammontare;
  • le modalità del finanziamento;
  • il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate;
  • il TAEG;
  • il dettaglio delle varie condizioni analitiche;
  • importo e causale degli oneri che esclusi dal calcolo del TAEG;
  • eventuali garanzie richieste;
  • coperture assicurative.

La legge, inoltre, prevede che il contratto che viene stipulato venga poi notificato all’amministrazione terza ceduta con una data certa:

  • si potranno utilizzare a questo scopo degli ufficiali giudiziari, che di solito sono meno a causa del costo,
  • la raccomandata giudiziaria,
  • le raccomandate con ricevuta di ritorno,
  • la posta elettronica certificata.

Il contratto dopodiché viene notificato anche al Fondo Pensione. Questo accade nel caso in cui il dipendente ne abbia almeno uno, ciò serve per mettere a garanzia anche il TFR. Inoltre, sempre la normativa, prevede che, al momento della stipulazione del contratto si vada a stipulare anche l’assicurazione sulla vita e sulla perdita di lavoro in favore della finanziaria che eroga tale finanziamento.

Assicurazione ed eventuali casi di licenziamento

Quello che riguarda l’assicurazione sul “rischio impiego” serve nel caso in cui si incappi in un istantaneo licenziamento del dipendente, ma non serve nel caso di dimissioni, che prevede il diritto di rivalsa nei confronti del debitore. Nel caso in cui:

  • un dipendente sia licenziato, la finanziaria viene poi rimborsata tramite il TFR che è stato maturato dal dipendente fino a tale momento e, che, è stato accantonato in azienda o sul fondo pensione.
  • nel caso in cui non bastasse tale TFR a coprire tutto il capitale residuo, deve intervenire l’assicurazione per coprire la restante quota parte. Dopodiché anche l’assicurazione potrebbe rivalersi nei confronti dello stesso debitore, con un pignoramento di beni.
  • L’assicurazione sulla vita, invece, è quella che  interviene solo nel caso di decesso del debitore o del cedente senza che vada a vantare nessun diritto di rivalsa nei confronti degli eredi.

Altre cose da sapere sulla cessione del quinto

Spesso chi avrà bisogno di ricorrere a tale cessione del quinto, molto probabilmente avrà avuto dei problemi con il credito. Per esempio, potrebbero essere dei cattivi pagatori, oppure essere già impegnati con tanti pagamenti, cioè con tanti prestiti sul conto. Proprio per tale ragione, spesso, si provvede a quelle che sono i rinnovi delle cessioni del quinto o le varie deleghe di pagamento:

  • infatti, i debitori accendono quello che sarà un nuovo finanziamento con la quale andranno ad estinguere il debito residuo, attraverso la quale otterranno anche la liquidità di cui hanno bisogno.
  • inoltre, tale rinnovo della cessione del quinto viene consentito solo dopo che sarà trascorso almeno il 40% del piano di ammortamento.

Ritardo nei pagamenti e risoluzione del contratto

Nel caso ci sia un ritardo nel pagamento, che sia anche di una sola rata, per qualsiasi causa, dovranno essere dovuti sull’importo che non viene pagato tutti gli interessi di mora che sono convenuti nel contratto. Nel caso in cui si vadano a verificare le cessazioni del rapporto di lavoro, l’Istituto finanziatore potrà anche considerare risolto tale contratto, questo a indipendenza di quella che è la stipulazione della polizza assicurativa.

La documentazione per la cessione del quinto

Il processo per quanto riguarda la richiesta della cessione del quinto potrà anche risultare lungo e complicato. Vediamo cosa si deve fare. Per prima cosa:

  • si dovrà presentare una documentazione molto corposa e spesso che non sarà di facilissima reperibilità. Perché, oltre alla classica documentazione richiesta per il credito al consumo, quindi il documento di identità e il codice fiscale, si deve anche presentare la busta paga o il cedolino della pensione.
  • si deve presentare il certificato di stipendio, che viene dato dall’amministrazione della propria azienda.
  • si deve presentare eventualmente la comunicazione di quota cedibile, nel caso in cui si sia pensionati.
  • inoltre, in tale certificato di stipendio saranno riportati anche la data di assunzione, la retribuzione lorda e quella netta, il TFR che è stato maturato ma anche tutte le eventuali trattenute o gli eventuali pignoramenti che saranno già presenti sullo stipendio.

Tra i vari documenti accessori, serve anche:

  • il benestare dell’azienda, che si dovrà impegnare a fare i pagamenti.

Inoltre, tale richiedente deve anche firmare una delega che sarà a favore del suo datore di lavoro a prelevare ogni mese sullo stipendio l’importo che sarà necessario al rimborso delle rate. Inoltre, è anche importante e obbligatorio firmare e compilare tutta:

  • la documentazione precontrattuale,
  • l’IEBCC o SECCI,
  • la contrattualistica del finanziamento,
  • le informazioni precontrattuali di tale copertura assicurativa,
  • anche la proposta assicurativa.

Finalità

La cessione del quinto è quel finanziamento che non viene associato ad alcuna finalità specifica:

  • questo perché il rischio di credito è piuttosto ridotto e, in ogni caso, non viene legato a finalità per cui sono richiesti i soldi.
  • ma comunque, le direttive che sono imposte dalla normativa vanno a prescrivere a tali finanziarie di poter verificare le finalità per cui saranno richiesti i soldi, in modo che chi va a cedere non debba dare soldi per motivi futili.

In conclusione

Inoltre, per poter procedere a quella che sarà l’erogazione, la finanziaria deve provvedere a quella che sarà la richiesta della copertura assicurativa, richiedendola alla compagnia ed anche alla notifica del contratto che viene dato al datore di lavoro. Inoltre, se presente, va richiesta anche al fondo pensione presso cui si va ad accantonare il TFR. Va saputo che il finanziamento non sarà poi erogato fino a che sarà emessa tale polizza da parte della compagnia, così come al rilascio dell’atto di benestare da parte di quella che è l’amministrazione.

Valentina Bindi
Studentessa di Scienze della Comunicazione e soprattutto amante della scrittura. Appassionata della lettura e dell’arte. Scrivo dai periodi delle medie, ma dopo il liceo ho iniziato a perfezionarmi. Ho collaborato con qualche casa editrice, due pubblicazioni certificate e molte altre in self.  Da sempre ho creduto nella passione per la scrittura degli articoli, mi piace tutto ciò che ruota attorno alla tecnologia, alla musica e tutto ciò che concerne la comunicazione. Sono felice di poter scrivere articoli su questi temi.

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